Un umile uomo.
Esiste, esiste il cuore… esiste il suo rumore, eterno passo che avanza dentro al petto sino a salire, quando esplode un’emozione, a bussare alla porta della gola; ed è lì che io mi fermo, è proprio lì che io mi blocco, incapace anche di un solo movimento verso il varco che si affaccia lungo il sentiero che vorrei percorrere. Ed è in me che in quell’istante implode l’emozione che fino a pochi istanti prima era esplosa diretta nel centro di mille direzioni che poi portano al fuoco del medesimo punto. E mi sento escluso, lontano da tutto ciò che anima gioia, danza voglia e inebria luce. Da quel punto, che poi è il mio di non ritorno, solo buio, un vecchio bastardo buio che insegue ogni mio palpito sempre più affievolito. E mi sento ancora più escluso, straniero da tutto ciò che di bello gli altri provano e vivono come se fosse bere un semplice sorso d’acqua; ma per me non è così, perché per me è sempre tutto stranamente più difficile. E allora mi incazzo, ma solo con me stesso, perché inutile è dare colpa agli estranei del proprio corpo, della propria mente e della propria anima; la colpa è solo mia! Io umile uomo, che ancora poco ha capito di come si incrociano le misteriose stringhe del caos che impera nell’universo sin dall’esplosione di quell’atomo che ha dato origine a tutto. Eppure non trovo spiegazione, non trovo pace. Ma è qui che il mio disagio diventa energia alimentando luce, calda e sicura luce che, dietro ad ogni mio buio, esplode in emozione. E capisco, anzi sento, di essere fortunato, seppur sempre un umile uomo, fievole puntino di questo infinito, che nei canoni dello spazio-tempo, definiamo vita. E gira, gira di nuovo tutto, gira pure il cuore, seppure il mio gira sempre al contrario di ogni ragionevole movimento… Poi arriva, insieme al suo contrario, il senso di tutto e mi si apre un nuovo varco che sembra spiegarmi che non è possibile comprendere l’orientato verso del cuore quando è nella mente che manca la giusta direzione. Da un umile piccolo uomo ! Graziano Antonacci.